Progetto per una nuova specializzazione nella Facoltà di Medicina e Chirurgia
Sta crescendo la domanda di medici capaci di tenere insieme sistemi che oggi si inceppano perché vengono letti per compartimenti separati.
In medicina, nei contesti ad alta complessità, il vantaggio non nasce soltanto dalla specializzazione, ma anche dalla capacità di creare collegamenti interdisciplinari al fine di trovare una stessa chiave di lettura per le diagnosi e le cure nell’abito delle patologie ad eziologia sconosciuta.
La tematica è: quale tipo di mente stiamo formando per governare sistemi sempre più interdipendenti?
Oggi non mancano le competenze, mancano in molte strutture le capacità di generare interconnessioni.
La storia ci insegna che gli approcci devono essere multidimensionali e possedere anche un solido pensiero critico alla base. È ovvio che gli specialismi scientifici in medicina sono fondamentali, ma è altrettanto utile una sana contaminazione, (realizzata simbolicamente prendendo un ago ed un filo), che riesca a connettere approcci diversi al fine di non creare dispersioni, disagi, diseconomie organizzative ed economiche, nonché’ incertezze.
Nel mondo del XXI secolo vincerà quel sistema sanitario che saprà tenere insieme ciò che oggi è separato ovvero verticalizzato.
Occorrerà riflettere nell’ambito della facoltà di Medicina se non sia giunto il momento di introdurre una specializzazione in “generalismo”, ovvero formare medici in grado di gestire la complessità in termini medico-scientifici, gestionali e comunicativi.
La Fondazione Abar-Tu ets si adopererà a partire dal 2027 per creare un dibattito sul tema.
