Progetto Medicina Patient Centered

Centro Giovani Adulti

Operatività Agosto 2003
centro prenotazioni di Careggi telef. 055 4279273

A.B.A.R.TU onlus in collaborazione con l'Università di Firenze ,l'azienda ospedaliera di Careggi, l'azienda pediatrica Meyer ha realizzato un'iniziativa altamente innovativa costituendo il centro "giovani adulti reumatici ",ovvero creando una nuova modalità di accompagnamento alla fase adulta.

Per la prima volta in Italia i bambini e gli adolescenti affetti da patologie croniche reumatiche (altamente invalidanti) ,curati nell'azienda pediatrica Meyer e afferenti al centro di alta specializzazione (centro di riferimento regionale toscano per la reumatologia direttore prof.Fernanda Falcini) non vengono dispersi nel mondo della reumatologia degli adulti.

Grazie agli stimoli di A.B.A.R.TU è stata creata una fase di cogestione del malato, fra il pediatra reumatologo ed il reumatologo degli adulti; essa inizia verso i 17 anni dell'adolescente e si completa subito dopo i 18 anni.
Il curriculum,la cartella clinica, i protocolli ,diversi fra la pediatria e gli adulti, vengono integrati in un'unico ed armonioso approccio.

Dopo tre anni di sperimentazione questa "via" ,altamente innovativa,è divenuta una fase operativa del protocollo terapeutico.E' denominata fase "giovani adulti ". Questa nuova branca della reumatologia dei giovani adulti diretta dal prof.Marco Matucci costituisce un centro di alta specializzazione, che usa i nuovi farmaci "biologici" .


Al nuovo centro sono già affluiti circa 50 ragazzi e ragazze.
Il numero è ovviamente destinato ad aumentare ,considerando che in ambito pediatrico sono in cura al Meyer 400 bambini e l'incidenza di nuovi arrivi è di circa il 5-8%.

Psicologia del benessere:

Il progetto prevede quattro fasi integrate :

La consistenza e la durata nel tempo dipenderanno dalle donazioni che riceveremo.Ringraziamo fin da ora per un eventuale benevolenza.

 

Perchè "Psicologia del benessere"?

La voce "psicologia del benessere" è il risultato di approfondite e vivaci riflessioni della Commissione Psicologia della Salute dell'OPL, coordinata da Gianni Maccarini. Come egli stesso rileva, alcuni interventi di promozione del benessere non sembrano trovare uno spazio adeguato all'interno del modello diffuso di "psicologia della salute" sia a livello di formazione nelle università italiane sia sul piano applicativo. Quest'ultimo non risulta comprendere in pieno le attuali dinamiche emergenti e pone la necessità di elaborare un contesto teorico più ampio e soprattutto di cogliere il "nuovo" orientamento e la sua specificità.
In Italia numerosi interventi di aiuto e sostegno alla persona si sono realizzati sul versante della prevenzione-riabilitazione del soggetto all'interno del suo contesto.

Come rileva Guido Pesci la "cura" dell'altro suppone troppo spesso un voler condurre, plasmare, guidare e consigliare l'altro. Componenti questi che possono rischiare di non considerare ciò che diceva Clebulo: "Ascoltare è meglio che parlare molto". Porsi in questa nuova ottica è scoprire che l'altro ha qualcosa "da dire", che la sua voce è la stessa forza, in termini di potenzialità e abilità, che chiede "ascolto" in un intervento che sia capace di considerare l'individuo l'artefice esclusivo del suo benessere. Una psicologia quindi che al di là degli interlocutori, che possono incontrarsi in contesti concreti diversi, è sempre di più orientata a difendere, mobilitare e potenziare gli aspetti sani, a livello cognitivo, affettivo-relazionale e fisico dell'individuo e del gruppo. Le aree di intervento a cui la psicologia del benessere si interessa sono infatti numerose, delineandosi in questo modo quale modello teorico e d'intervento complesso: i processi decisionali, la motivazione, lo sviluppo della creatività, l'apprendimento, lo sviluppo del pensiero positivo, la capacità di pianificazione e definizione degli obiettivi, l'espressione pscico-corporea.


Uno sguardo e un progetto, questo, più ampio che partendo dalla persona intesa e compresa nella globalità del suo sviluppo e delle relazioni nelle quali è inserita si propone di renderla protagonista di un contesto di "agio" e migliorare la qualità della sua vita.


G.Pesci, "Conosci te stesso" in Babele, Periodico dell'Associazione Sammarinese degli Psicologi (RSM), Anno VI -N.22, settembre - dicembre 2002. Per superare tutti quegli approcci terapeutici che vedono l'operatore come "colui che si propone al malato e perciò al paziente, con un lasciati servire", nel tentativo di trovare per lui una soluzione, egli propone un metodo, il Reflecting. Un metodo sostenuto da affermazioni fondate su ricerche, osservazioni confermate dalla verifica dalle quali emerge la convinzione che ogni persona ha in sé una riserva di forze meravigliose e di sopite energie che aspettano di essere rintracciate e potenziate. Attraverso questa riflessione sulle proprie capacità ed energie interne la persona può trovare così le forze necessarie per superare il suo disagio e farsi egli stesso promotore del suo benessere psico-fisico.